Immaginate un documento che dovrebbe aiutarvi a prendere un farmaco in modo sicuro ma che, nella realtà, vi fa venire il dubbio che anche il termometro di casa sia uno strumento pieno di effetti collaterali ed eventi avversi.
Ecco: parliamo del bugiardino, il famigerato foglietto illustrativo che si trova in ogni confezione di farmaco e che tutti abbiamo visto almeno una volta; che apriamo con timore, che quasi nessuno capisce davvero, neanche dopo attenta lettura, e che poi… dimentichiamo nel cassetto con le pile di ricette scadute.
Naturalmente c’è anche chi lo legge con cura e nota delle incongruenze. In un’altra era geologica, ricordo un pomeriggio in cui si presentò al banco della farmacia dove lavoravo, un signore con un foglietto in mano che mi fece una domanda da un milione di lire. “Dottore, il medico mi ha prescritto un farmaco per le vertigini.
Ora leggo sul bugiardino che le vertigini sono uno degli effetti collaterali di questa medicina. Che faccio?”
Basta solo nominare il termine “bugiardino” e subito visualizziamo immagini di caratteri minuscoli, paragrafi infiniti ed emerge un sottile senso di colpa per non averlo mai letto tutto, fino in fondo. Eppure, nonostante oggi indossi le vesti del foglietto illustrativo, il suo nome suggerisce qualcosa di… poco serio.
Il risultato? La gente finisce per considerarlo un testo sacro pieno di frasi lunghe, intricate e difficili da decifrare, ma pur sempre meritevoli di rispetto …. e di pazienza extra prima di cominciare la lettura.
In altre parole:
È l’unico testo al mondo che, pur essendo destinato a spiegarci come usare un medicinale, riesce spesso a farci venire più dubbi della ricetta che prevede l’uso delle bacche di agnocasto o il rabarbaro siberiano.
Piccola storia serissima di un diminutivo scherzoso: il bugiardino
La storia di questo diminutivo è curiosa: non indica infatti un piccolo bugiardo, ma viene utilizzato per indicare il foglietto illustrativo che accompagna i farmaci.
È evidente la parentela con la bugia (menzogna) con il diminutivo “-ino”, ma la vicenda merita una riflessione.
Andiamo per ordine. Il nome ha origine negli Anni ’50-’60. Erano delle “istruzioni per l’uso” dei farmaci e veniva usato in modo sarcastico per evidenziare la diffidenza verso le case farmaceutiche che, spesso sorvolavano su difetti ed effetti indesiderati del farmaco per esaltarne i pregi e l’efficacia.
Non erano quindi vere e proprie “bugie”, ma nell’insieme il foglietto risultava un “bugiardino” che diceva piccole bugie, omettendo informazioni importanti potenzialmente compromettenti per il prodotto.
Col tempo, le normative europee e nazionali (come quelle dell’AIFA) hanno reso il foglietto un documento estremamente rigoroso, eliminando l’accezione negativa e rendendolo una fonte sincera e completa di informazioni, anche se il nomignolo è rimasto nel linguaggio comune.
Dal bugiardino al foglietto illustrativo: l’evoluzione della specie.
Oggi, grazie al Decreto Legislativo 219/2006, il bugiardino non deve informare solo che quel dato farmaco (anche da banco) fa bene, ma deve rispettare una unica regola semplice: le comunicazioni fornite devono essere complete, comprensibili, leggibili e di facile utilizzo.
Dunque, il foglietto illustrativo è un documento ufficiale e rigoroso, obbligatorio per legge, in ogni confezione che rappresenta una vera e propria guida al miglior uso del farmaco.
Facile no? Ma allora come mai contiene oltre alla composizione del farmaco e al principio attivo, un elenco infinito di possibili effetti collaterali; interazioni con altri farmaci, alimenti e forse persino con la luna piena, talmente numeroso da far dubitare di avere mezzo sistema immunitario funzionante; e una sezione di controindicazioni (tipo “non prendere questo se non sopporti te stesso”) che fa sospettare di avere sintomi sempre nuovi ogni volta che lo leggiamo?
Il foglietto illustrativo: conosciamolo meglio.
Quando viene prescritto un trattamento farmacologico, è fondamentale seguire attentamente le indicazioni del medico curante, che conosce la storia clinica e lo stato di salute del paziente. La comprensione del foglio illustrativo ci permette di affrontare il percorso di cura con più strumenti e certezze ed, eventualmente, a porre (al medico o al farmacista) tutte le domande necessarie per chiarire eventuali dubbi.
Considerata l’importanza delle informazioni riportate, vediamo di familiarizzare con il foglio illustrativo, per ottimizzare la cura che il medico ci ha prescritto.
Il documento, introdotto dalla normativa europea, è caratterizzato da struttura fissa, linguaggio semplice, frasi brevi e spiegazioni dei termini scientifici, pensate per guidare il paziente nella comprensione delle informazioni più importanti.
Sono anche previste migliorie grafiche (caratteri grandi, maggiore spaziatura, carta meno trasparente) e l’uso di immagini o icone esplicative senza l’uso di sigle o tecnicismi senza spiegazioni.
Prima di essere approvato, deve superare un test di leggibilità, per garantire che le informazioni siano chiare e facilmente comprensibili da persone di ogni età.
Conoscere la struttura del documento aiuta a orientarsi e a trovare velocemente ciò che serve.
Le sezioni del foglietto illustrativo
Che cos’è il medicinale e a cosa serve
Indica il principio attivo e spiega quali malattie o disturbi cura il farmaco. Specifica inoltre l’azione del farmaco nell’organismo.
Cosa sapere prima di assumere il medicinale
È fondamentale avere informazioni, avvertenze e precauzioni da tenere in considerazione e atteggiamenti da adottare prima di iniziare l’assunzione del farmaco e durante tutto il periodo di trattamento. Per esempio sono elencate:
- possibili interazioni con altri farmaci o con cibi e bevande, e le eventuali variazioni del loro effetto o sviluppo di sintomi particolari e come comportarsi;
- informazioni su gravidanza e allattamento: alcuni farmaci possono influenzare la capacità di concepire o lo sviluppo del feto e potrebbe essere necessario utilizzare metodi contraccettivi efficaci per evitarla;
- avvertenze su guida di veicoli, uso di macchinari e assunzione con alcool;
- gli effetti indesiderati riscontrati durante gli studi clinici pre-registrativi e dopo la commercializzazione del farmaco, per i quali è stata identificata una possibile relazione causale con il farmaco stesso. Sono inoltre presenti informazioni sulla loro frequenza (molto comuni, comuni, rare, molto rare), sulla loro gravità e in alcuni casi anche quando bisogna chiedere urgentemente l’intervento di un medico. A volte le interazioni con altri farmaci sono talmente tante, specialmente in chi prende più farmaci, che viene da domandarci: “Ma ne vale proprio la pena?”
- Per contribuire alla farmacovigilanza, è possibile segnalare eventuali effetti, al farmacista di fiducia o al medico curante; oppure, in maniera autonoma, compilando la scheda di segnalazione presente sul sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco o usando il sistema online dell’autorità regolatoria, o contattando l’azienda farmaceutica che commercializza il farmaco.
- accorgimenti da adottare al termine della terapia;
Come assumere il medicinale
Nel paragrafo Modo di somministrazione vengono fornite indicazioni che riguardano la dose, la modalità (deglutito con acqua, sciolto in bocca o in acqua, per via intramuscolare/sottocute, etc.) e la tempistica di assunzione del farmaco (quante volte al giorno, prima, durante o dopo i pasti, sempre alla stessa ora, per quanto tempo, etc.). Informa anche su cosa fare in caso di dimenticanza di una dose o sovradosaggio. In quest’ultimo caso vengono indicati i sintomi e le misure di primo soccorso.
Come conservare il medicinale
Indica le condizioni ottimali di conservazione (nell’armadietto delle medicine o eventualmente nel frigorifero), la data di scadenza e i segnali di deterioramento da non ignorare, nonché come smaltirli in modo sicuro.
Contenuto della confezione.
Riporta principi attivi, dosaggio, eccipienti, forma farmaceutica, produttore e data dell’ultima revisione del testo.
Conclusione
Il foglio illustrativo è una guida indispensabile per l’uso sicuro dei farmaci. Non vuole spaventare, ma dare informazioni utili e chiare. Anche se può sembrare più oscuro dei geroglifici di un tempio dimenticato.
Leggere con calma e attenzione questo capolavoro di fantasia legislativa, aiuta a capire meglio la terapia, a fare scelte più consapevoli e a parlare in modo più efficace con il proprio medico.
In fondo, ironico o no, questo foglietto dà più informazioni del medico ma meno di quelle fornite a richiesta dal farmacista. E poi, chi di noi non ha un amico con spirito da detective che passa almeno tre ore a leggere un qualsiasi bugiardino e ci spiega tutto con tono solenne. Alla fine, forse il modo migliore per affrontarlo resta con un sorriso (e una tazzina di caffè), perché se c’è una cosa che il bugiardino riesce a fare bene, è ricordarci che la medicina è una scienza seriamente utile, ma anche un’arte di umorismo involontario.
L’invito finale è di salvare questo articolo per leggerlo quando ci ritroveremo di fronte a un bugiardino! Sperando che sia abbastanza chiaro.
Tempo di lettura: 2’50”
L’articolo Il bugiardino, questo sconosciuto proviene da Menslife Salute maschile – Blog dedicato a salute e prevenzione maschile.
